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Dr. Giovanni Longoni - Chirurgo Ortopedico

Email: ortopedico@giovannilongoni.it

Lesioni del legamento crociato anteriore

 

Il nostro legamento crociato anteriore forma, insieme al posteriore, un fondamentale mezzo di stabilizzazione del ginocchio in antero-posteriore e nelle rotazioni, soprattutto a ginocchio semi-flesso.

Si tratta di due legamenti lunghi pochi centimetri, che si incrociano fra loro (da cui il nome CROCIATI) al centro del ginocchio e con un’alta resistenza alle trazioni.

Legamento crociato anteriore

Credo che la definizione che ho dato all’inizio racchiuda bene i meccanismi di lesione o rottura. Normalmente il crociato anteriore si rompe per traumi sportivi (non per forza per contrasto di un avversario) in cui c’è una brusca torsione o cambio di direzione col ginocchio semi-piegato: è il tipico caso del gioco del calcio, piuttosto che basket, rugby, sci da discesa, ecc.

Il meccanismo tipico del trauma è in valgo – rotazione esterna con piede bloccato al suolo.

Oltre al meccanismo più comune ci sono altre modalità di rottura, sebbene meno frequenti:

 

Come si può facilmente intuire sono traumi legati fortemente al mondo sportivo: infatti nella maggior parte dei casi avvengono durante competizioni o allenamenti, in pazienti di giovane età e soprattutto nel sesso maschile.

In Italia abbiamo circa 15.000 interventi di ricostruzione del crociato l’anno: il paziente-tipo è maschio, di età compresa tra i 15 e i 35 anni e che pratica calcio (il sesso e lo sport sono dovuti al fatto che in Italia lo sport più praticato è ovviamente il calcio e sono molti più i maschi che le femmine).

HO IL CROCIATO ROTTO: QUINDI?

Ci sono domande e preoccupazioni tipiche quando comunico al paziente che ha un crociato anteriore rotto.

  1. “quindi mi deve operare?”
  2. “dopo quanto tempo torno a fare sport?”
  3. “ho letto sui giornali sportivi che Tizio è rientrato in partita dopo 3 mesi: sarà così anche per me?”
  4. “dopo quanto tempo tornerò a lavorare?”

Io cerco subito di fare dei distinguo: parto sempre dal presupposto che un ginocchio con il crociato anteriore rotto NON è incompatibile con la vita quotidiana e con alcuni sport.

Ritengo che a volte il trauma chirurgico sia maggiore del beneficio che un paziente non più giovanissimo, sedentario, con scarsi sintomi possa avere. In questi casi incoraggio attività sportive che possano tonificare la muscolatura flesso-estensoria per stabilizzare il più possibile il ginocchio (piscina, bicicletta, palestra, corsa leggera in linea).

Perché questo ragionamento? Il motivo sta nell’intervento stesso: si tratta di prelevare parte dei tendini flessori (se si usa la tecnica del Gracile-Semitendine) o la parte centrale del tendine rotuleo con un pezzo di osso rotuleo e di osso tibiale; dopodichè si effettua un tunnel osseo nella tibia e uno nel femore per far passare il neo-legamento. Ci sono diverse tecniche per ricostruire il legamento, più o meno invasive; tuttavia il trauma chirurgico è notevole a prescindere dalla tecnica utilizzata.

Ricostruzione crociato anteriore Ricostruzione crociato anteriore

Figura 3 - Le due tecniche principali di ricostruzione del crociato anteriore con prelievo dallo stesso ginocchio infortunato (a sx prelievo di parte del t. rotuleo; a dx prelievo dei t. Gracile e Semitendinoso).  

 

DOPO L’INTERVENTO

Il paziente operato (anestesia spinale selettiva) rimane ricoverato 2 giorni, proprio per poter controllare il decorso nelle prime 48 ore. Già la mattina seguente inizia il recupero articolare del ginocchio; in seconda giornata vengono tolti i drenaggi e il paziente viene dimesso.

Proseguirà il percorso fisioterapico assistito in regime ambulatoriale portando le stampelle per 3 settimane. La guida dell’auto inizierà alla rimozione delle stampelle; il recupero completo dell’articolarità e della vita quotidiana non sportiva è in genere ai 30-35 giorni (il primo controllo post-operatorio lo effettuo in quel periodo).

Per un lavoro di medio-alta intensità consiglio l’astensione per almeno 2 mesi.

La corsa viene ripresa tra le 10 e le 12 settimane. L’attività sportiva ad alto impatto potrà essere ripresa dopo ALMENO 6 mesi. In questi ultimi anni si sono sviluppati protocolli riabilitativi che si basano su OBIETTIVI da raggiungere, non tanto sulle tempistiche prese in valore assoluto.

Questo vale soprattutto nel mondo professionistico ma può essere trasferito nel paziente non-professionista (attualmente anche la UEFA® e la FIFA® stanno puntando molto su questi aspetti, proprio a protezione degli atleti e per evitare ricadute).

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